Oggi il “totalitarismo culturale” censura chiunque ponga un argine tra desideri e diritti questo si chiama ”Individualismo libertario”.
E tanto per gradire, nelle scienze sociali si tenta di imporre per legge qualsiasi preferenza soggettiva, trascurando i diritti di chi non ha voce.
“Ogni tuo desiderio è un ordine”. Quante volte lo abbiamo detto ai nostri amici? e ai nostri figli? Molto spesso anche per burlare e molto spesso per piacere.
Adesso sta diventando un principio giuridico!!
Non c’è gruppo di attivisti che non reclami il riconoscimento per legge dei propri “desideri”, elevati a “diritti”.
E guai a contestare queste pretese, magari nel nome di valori che guardano appena un po’ più in là dei gusti personali: scatta immediatamente il “politicamente corretto”, che censura chiunque osi porre un argine tra desiderio e diritto.
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